giovedì 28 giugno 2012

BLISTER: Musica A Grammi #03 - Sundaze

Il 'tema' di questo terzo appuntamento arriva decisamente fuori tempo massimo.
Già, perchè di chill-wave, glo-fi, dream-qualcosa ne avranno le scatole piene un pò tutti e saranno in pochi(ssimi) a non sapere di cosa si sta parlando e a chiedersi cosa sia sta roba.
Cos'è sta roba?
Toh! me lo chiede la mia donna.
Approfitto e rubo due righini per raccontarlo in parole povere.
In effetti, dico subito, il fenomeno-genere-non-genere è conosciuto nonostante i suoi contorni per nulla definiti e netti.
E' la prerogativa principe del non-genere, d'altronde, ma già i prefissi chill, glow, dream dovrebbero fornire buoni indizi per iniziare.
Dunque si tratta di una rimasticazione di generi definiti (e tra-passati) sotto una lente e regole di condotta nuovi.
Ricostruzioni di memorie d'elettronica in bassa battuta, synth-pop '80, bagnasciuga balearici rivisitati con animo nostalgico, naif e solipsistico.
Musica da camer(ett)a fatta per lo più in solitudine, con ausilio di laptop, magari un chitarrino riprocessato, trovarobato di voci indistinte, qualche guscio di conchiglia riportato a riva e poco altro.
Quello che s'immagina fosse e non è (fissato sulla C60).
Ecco, immagina un prisma che, attraversato da una certa luminosità, ci restituisce un ectoplasma.
Le melodie, le voci, la spiaggia, è tutto giusto ma è come 'sbagliato'.
Stumbleine raccontano l'estate come l'avrebbero fatto i Cocteau Twins e ognuno usa le voci senza che ci sia veramente nulla da dire se non l'idea di quello che non è mai stato.
Il tutto segue una coerenza quasi programmatica anche sul piano strettamente estetico-formale con le immagini di copertina: echi di immagini indistinte e sovrapposte, spesso quasi in contraddizione come ad annullarsi, palme e profili femminili, per continuare a non dire nulla, per dire tutto.
Senti, ci ho provato a darti due coordinate ma probabilmente avresti fatto meglio a saltare il tutto a piè pari fino lì giù in basso, al 'MF'.
Però anche così t'avrei fuorviato, perchè di tutti i nomi noti (dal Panda Bear a Toro Y Moi passando per i vari Washed Out, Neon Indian e Memory Tapes) non troverai traccia.
E poi ho pure un pò barato le carte che t'ho descritto, perchè tra un ectoplasma e l'altro, strategicamente, ho piazzato qualche boa di salvataggio.
Come il Tycho iniziale, che riporta dritto al chill pedissequo ma nettamente all'ombra di Boards Of Canada. O i Walls messi nel mezzo, a spartiacque, che cincischiano più di house che di sogni andati ma con la risacca nessuno se ne accorge.
O del finale, con Jon Hopkins che lancia verso l'infinito e oltre, incurante del resto.
Oh, e mica posso fa' tutto io, eh!
E' cotto il rombo co' le patate?
(bbbono il traminer. Versa un altro bicchiere, va)




DL: (MF)

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